giovedì 22 marzo 2018

dichiarazione postuma

Vorrei evitare apostrofi e titoli di qualsiasi genere; mi piacerebbe svicolare nell'anonimato, riuscire ad infiltrarmi nelle altrui menti e propinare insano lavaggio cerebrale. Non intendo dire di me che sia personaggio conosciuto e che il mio giudizio possa in qualche modo istigare orientamenti alternativi. Mi piace pensare che, un giorno, discutendo del più e del meno, possa arringare con un "Ve l'avevo detto!". Cosa, poi, non lo so..
La verità è che sono alquanto confuso. Nella scia dell'onda nuova di un mutevole Movimento, spesso non riesco a comprenderne le logiche strategiche. In effetti, essendo liberale per attribuzione genetica, pur afflitto da contraddizioni teologiche logoranti, devo cedere alla necessità di nuovo, qualunque esso sia, non certo di radice socialista classica (troppo umanamente complicato).


Avviamo a vele spiegate verso le urne nazionali, e gli scollamenti, i litigi, i dissidi interni, le formazioni sporadiche e convulse di nuove entità partitiche fioccano copiosamente. L'avventura senza fine del Cavaliere e gli scontri d'identità della falange "sinistra" (PD in testa), devo ammetterlo, sanno di novità mai vista prima. Il fatto è che, in fin dei conti, quanto succederà a marzo o giù di lì influirà relativamente sulle necessità della Faullia bella. Certamente la spinta di un successo, anche soltanto relativo, alle elezioni nazionali, sarebbe un bel trampolino da cui lanciarsi poi nella sfida Comunale; ed è con ciò che farei proseliti d'amor e di spirito altruista (che paroloni...) per il bene del nostro medievale Borgo.
Torno tosto alla motivazione che ritengo unica sostenibile, e ne spiegherò il perché.
Di fronte almeno gli ultimi trent'anni di governi vari, quale costante salta più facilmente all'occhio? La risposta è semplice quanto ovvia, ed è la fede ideologica (retaggio del passato) unita al perseverante cambio di volti esponenti quando essi non fossero più spendibili. Risposta mica tanto semplice in fondo. Nei fatti, ciò che emerge ad un attenta analisi è la continua presenza di determinati soggetti che, se osserviamo bene, hanno sempre insistito in tutti gli apparati del potere decisionale.Chi non ha l'idea che nei raggruppamenti classici i dirigenti esposti non sappiano più che altro di marionetta o pupo? Questi è la tesi che pervicacemente viene attribuita al M5S in un mefistofelico meccanismo degno del miglior Hubbard (parlo della chiesa americana di DIANETICS), dove ogni cosa è controllata dall'onnisciente Grillo e i suoi accoliti più stretti. C'è, però, una fondamentale differenza. Non ci sono esponenti con il curriculum ricco e vario della concorrenza. Noi populisti, come apostrofati i cari vecchi leghisti alla nascita, spendiamo false promesse a destra e manca per accaparrarci voti e guadagnare poltrone. Salvo poi rendere buona parte dello stipendio per una questione di sadico dispiacere personale. Rischio, però, di addentrarmi in logiche speculative che potrebbero confondere ancora di più.
L'alternativa, probabilmente l'unica ancora percorribile in questo Paese, è rischiare nella novità, qualunque essa sia. Senza nemmeno chiedersi da che parte voglia collocarsi. "Anzi più peggio ancora se lo facesse!"
E' un atto di fede in fin dei conti. Per noi normalissimi cittadini è sempre stato solamente un atto di fede. Si tratta di fare un passo che, qualche centinaio di anni fa, già i nostri antenati fecero. Mettere nuovamente l'Uomo al centro dell'esistenza.


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