domenica 17 giugno 2018

Affinità?

Che le necessità comuni, al termine, siano le solite per ognuno di noi sa di ovvio e scontato. Non per tutti naturalmente! Quelle persone che artefanno le ineffabili sensazioni al loro necessario giudizio di convinzione: la traduzione degli eventi in opinione. Quale insensata speculazione. Non ha niente di utile se non proferire confusione e partito preso. 
Gli esempi attuali non tardano nei loro effetti. Chi non sia d'accordo che l'Italia dovesse prendere una svolta decisionista? Discutiamo sull'estetica verbale, o sull'atteggiamento dell'antipatico esponente politico, ma l'essenza del problema pretende comunione di vedute. E arriva, insolente, diatriba sui migranti.
Negli effetti nessuno abbandona nessuno; nei fatti associazioni non governative finanziate dagli "Asi"(norreno Ǽsir) incrociano i mari e fungono duplice significato:
- Rimprovero verso i fortunati abbienti della società europea (da cui essi 
  provengono).
- Monito di chi fa ciò che vuole infischiandosene di regole che, per loro natura,
  spetterebbero alla gestione delle nazioni interessate.
Da qui alla speculazione sui migliori alibi utilizzabili la strada è corta.
Riduciamo il campo però: Italia tuona contro la gestione dei flussi migratori, Francia richiama alla fraternité e all'egalité (eroici...), Spagna, logicamente, indigna; ma alla fine, in un angolo ristretto, Italia ottiene. 
Non è una questione di vantaggi. E' una questione di presenza; e nella bagarre, la ricerca di notizie dei nostri quotidiani, presi dalla fobia di riempire pagine con qualcosa che distragga il lettore, Italia comincia a riaffacciarsi.
Nazione scomoda, complicata e contraddittoria, sempre tesa a trovare una soluzione a tutto che contempli tutto; perciò contraddittoria. Ma ricca di quella scintilla tipica dei microclimi particolari, di quelle zone che fanno stato a se per conformazione, per connotati morfologici. Una nazione, di più, un popolo che è bene non sottovalutare.
La rivoluzione politica in corso rende tutto più chiaro: sbadati, non preparati, cialtroni, senza retroterra culturale, gretti e grezzi, vittime di continui fraintendimenti, incapaci. Alla Ettore Scola: "Brutti Sporchi e Cattivi".

Finisce la dicotomia ideologica delle parti, effetto collaterale della globalizzazione e a cui i possidenti finanziari non hanno dato sufficiente peso. Il colore politico rimane un esercizio retorico anche per gli italici che rivogliono la loro terra. 
Salvini alleato di Di Maio (per ridurre a nomi esponenti) sono la stessa cosa nella comunione di vedute. Salvini e Di Maio sono la stessa cosa nell'applicazione di esse. Il cavillo ideologico cede agli occhi nostri rispetto la soddisfazione dei fatti. E anche i giornali sono diventati noiosi, fini a se stessi.

L'alleanza, in verità, è fatta. I dilettanti sbagliano ma rinnovano (dopo un po di gavetta...).

Ardisco. Alleanza è fatta, che i miei accoliti compagni vogliano ammetterlo o no, anche qui a Fauglia. Dobbiamo solamente decidere quando sposare tale sodalizio.

Artapollo
 
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