martedì 30 dicembre 2014

Anno 2015 la ripresa economica...

Tenetevi forte, ci siamo, l'anno nuovo è alle porte e la ripresa investirà tutti. 
Ho scelto un titolo simile a un film di Hollywood perché la politica italiana è scivolata, ormai, nelle aspettative da anteprima di successo; e la deriva pare non arrestarsi. Il prossimo anno, magari un sabato sera, andremo al cinema a gustarci la visione di qualche capolavoro nostrano. Popcorn,
caramelle e bibite innaffieranno l'attesa della proiezione. Chissà se il regista scelto avrà realizzato qualcosa d'inaspettato e ci lascerà tutti stupiti. Le critiche, si sa, comunque, fioccheranno: faremo paragoni con i predecessori, discuteremo sulla fiacchezza della trama, oppure sulla pretenziosità del messaggio che, certo, meritava un esaustione ben più lunga e articolata. Roba da foyer.
Il regista l'abbiamo, e anche produzione e cast. I finanziatori siamo noi; che manca? L'anteprima! Ecco cosa manca. Per adesso hanno dato solamente anticipazioni della trama, e come e quando sarà distribuito il film; abbiamo il titolo, però qualcosa stride. 
La campagna pubblicitaria è fiacca, è ridondante. Affidata solamente al regista; che poi io, personalmente, comincio a pensare non sia neppure il vero regista. A vederlo così non sembra in grado di trasporre una buona sceneggiatura sul set; indirizzare gli attori; trovare la giusta atmosfera e quella inquadratura originale e differente. Sembra più un manager pubblicitario: uno di quei creativi che varano (o ripropongono!) scene costruite ad arte per stimolare gli spettatori ad un riscontro positivo. 
Il problema è che, come tutte le produzioni in cui c'è dietro lo Stato, vada bene o male al botteghino, poco cambierà. E' quel genere di "risk assessment" che nel privato (sano) è fondamentale, mentre nel pubblico diviene una nota a margine sul piano di spesa preventivo. E come può essere stimolato un artista a dare il meglio di sé quando non corre la tensione del fallimento. Se il film esce e non incontra i gusti del pubblico, oppure è troppo di nicchia, o, magari, è il classico cine-panettone che fa cassetta durante i mesi di festa natalizia e niente più?
Il nostro regista, e la sua troupe, aspirano al "kolossal", qualcosa che rimarrà impresso nel tempo; quella miscela di messaggio culturale forte, semplicità espositiva, scorrevolezza, giusta selezione degli attori. Peraltro sta facendo pubblicità ovunque. Non gli basta la sua nazione, vuole uscire in contemporanea su tutti i mercati più importanti, nelle sale più esigenti e critiche. 
Pare che la trama principale, a cui fanno capo tutta una serie di sotto trame incrociate....., riguardi il riscatto del Popolo di una Nazione che vorrebbe risollevarsi, ma l'incedere negli anni di una classe dirigente sorda e avvezza all'auto referenza impedisce. Lui, il regista, ne fa parte, ma sente di essere diverso; senza timore dei suoi natali partitici proclama il suo messaggio e, forte della conoscenza acquisita nell'averla vissuta e partecipata, pretende portare il cambiamento; radicale; innovativo; che niente abbia a che fare col passato e il suo trascinare. Uno scontro generazionale in cui non potranno farsi prigionieri. Alla strenua di "Qin Shi Huang" darà alle fiamme i libri inutili, cancellerà il passato incomodo (considerando l'anno del suo insediamento come lo zero),  e sottometterà alla prova gli atti e le realtà!
Probabilmente dovrà anche favorire le scienze occulte; ma non per cercare, per lui, la droga dell'immortalità (il nostro regista ha i piedi in terra), bensì scovare il rimedio economico della tragica realtà italiana.
Prepariamoci dunque allo spettacolo. Perché il 2015 sarà l'anno della ripresa...., cinematografica....
       
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