sabato 13 dicembre 2014

Le fatiche di Ercole

Sono partito alla rovescia. Di solito scrivo di getto e poi lascio che qualcuno, più adatto di me, rifinisca la grafica. Non oggi. Alla rovescia.
Il signore nella foto è Rossano Ercolini; io non lo conoscevo fino a ieri, e, invero, non lo conosco neanche adesso, ma assistendo a quella piccola riunione, che voleva essere un opportunità di convivio, passata ieri sera, venerdì 12 dicembre 2014 a Fauglia,
ho avuto conferma che la tenacia, la ferma convinzione in un idea, e la volontà di perseguirla lavorando con metodo e perizia, forma un esperienza tale da essere il motore inevitabile di un successo, per certi versi, inaspettato. E' umile; terribilmente umile; ma, al contempo, deciso e determinato dalla conoscenza, anch'essa proferita in modo dimesso, un tono quasi deferente nei confronti dei suoi interlocutori che, in altrettanto deferente silenzio, cheti, ascoltano. Il breve escusso della sua prolusione è dovuto, e ci racconta il personaggio; dopo affronta l'argomento. Spiegare "Zero Waste" in un articolo di blog sarebbe alquanto presuntuoso, anche per un ceffo della mia fatta; proverò a descrivere le sensazioni, e, per farlo, scriverò dell'idea, da cui, secondo me, trascende poi la pratica e la gestione dei rifiuti.
"Zero Waste" è la filosofia che determina un cambiamento di intendere l'ambiente e la società che esso sottende. La restituzione del giusto valore al territorio che viviamo e, del quale, sembra, abbiamo sempre più indifferenza. Attraverso un semplicissimo atto di coscienza verso di esso, cambia il punto di vista e si accentua la nostra sensibilità; vediamo quali violenze lo abusano e, infine, giunge inevitabile la comprensione che ne siamo noi il motivo. Perché il messaggio è questo. Non basta nascondersi dietro la giustificazione che siamo impotenti rispetto alle leggi e agli eventi sui quali non possiamo far niente. Si può fare; non è impossibile; basta avere il coraggio di guardare in faccia la realtà. E cosa succede dopo. Ineluttabile pensare che, il primo problema, quello che da anni seppelliamo in tombe che ci ripresenteranno il conto, è la gestione dei nostri scarti. L'uomo, nella sua evoluzione(?), è riuscito davvero bene soprattutto in una cosa, specialmente nell'era moderna, lasciare dietro di se rifiuti. E più il progresso avanza, e più egli trova nuove formule maggiormente sofisticate e di difficile smaltimento. 
Ieri, in una saletta comunale, che qualunque mediocre festicciola avrebbe riempito senza problemi, un uomo, vincitore di un importantissimo riconoscimento internazionale, ha avuto la serenità di presiedere una ventina di persone (tra cui il Sindaco, e gli sia dato merito) davanti ad un paese pervaso dall'indifferenza; e , non più tardi di una settimana prima, era tornato da un invito davanti le autorità di Singapore. Spiegare qui la sostanza della sua eloquenza sarebbe un atto offensivo nei suoi confronti; condensarne il contenuto un opera gravosa. Lascio, quindi, a chi volesse, l'impegno a dotarsi del suo primo resoconto, di cui non cito il titolo, per rispetto, ma di cui è citato chiaramente l'autore. 
Una facile lettura che, altrettanto semplicemente, apre ad una via fattibile, di rispetto, per il nostro malandato mondo.   
Condividi con: