lunedì 6 aprile 2015

Pensieri inattuali .......e gandhiani


 


Da un articolo di Luca Zanini sul Corriere della Sera ......
"Fra gli obbiettivi di questa nuova comunità alternativa, che usa con uguale destrezza il computer e la zappa, che si intende di sementi, stagionalità, ma anche di marketing e tecniche di mercato, c’è quello di «costruire un movimento che metta assieme i lavoratori precari della città con i lavoratori precari della campagna». Anche se la speranza di chi ha scelto la campagna è che la terra metta fine a questa precarietà. La crisi economica sta riportando forzatamente molti adulti fra i trenta e i quarant’anni alla terra: la scorsa estate - rivela un’indagine di Coldiretti - è fortemente cresciuto i numero di italiani disoccupati che hanno cercato e trovato un lavoro, ancorché precario, nei campi e nei frutteti. Alcuni di loro lo avevano fatto da ragazzi, per mantenersi agli studi (chi ha passato i 40 ricorda ancora la raccolta delle mele in Trentino Alto Adige o le vendemmie tra Friuli e Toscana). Per altri era un debutto assoluto. Per tutti, però, la crisi è stata lo spunto per riscoprire l’agricoltura e l’importanza dell’ambiente, uscendo dalle città."

Genuino Clandestino è il nome di questo movimento che trovo molto interessante. Prendiamo ad esempio un paio di articoli del loro manifesto: "Costruire comunità territoriali che praticano una democrazia assembleare e che definiscono le proprie regole attraverso scelte partecipate e condivise"; "Sostenere e diffondere scelte e pratiche cittadine di resistenza al sistema dominante". E' una comunità alternativa innanzitutto per l'autodeterminazione alimentare è ovvio, perché noi abbiamo bisogno di una sovranità alimentare, oltre che monetaria o no? E questo ci oppone immediatamente al sistema dominante, ed oramai è chiaro a tutti che non esiste più una lotta tra destra e sinistra, ma ne esiste una tra sistema ed antisistema, che indica un atteggiamento creativo non un semplice dire anti (un po' come nonviolenza e no non-violenza per citare Gandhi). Le metodologie sono molto pacifiche, le regole "dovrebbero emergere da scelte partecipate", ma l'obbiettivo è ostacolare e resistere ad un sistema che pian pianino e con l'assenso dei nostri illustri governanti, si sta letteralmente mangiano la terra, l'unica disperata risorsa a nostra disposizione contro la precarietà e la miseria definitiva. E guardiamo bene, io parlo della miseria dell'essere umano in senso ampio, che sta perdendo la propria dignità ...... 
"Le economie locali vengono compromesse, il tessuto socio-culturale e la stessa identità di un territorio sono messe a repentaglio: attraverso la cessione di una risorsa vitale alla speculazione l’interesse privato finisce con l’essere messo al di sopra del bene comune." Non so come spiegarvelo, ma come è di grande urgenza un reddito minimo di cittadinanza, allo stesso modo sarebbe assolutamente necessaria una politica locale volta " al mantenimento della vocazione agricola alimentare della terra su cui innescare percorsi partecipati di coinvolgimento delle comunità locali, per assicurare a tutti un cibo sano e culturalmente adeguato, garantire l’accesso alla terra ai contadini, permettere l’autodeterminazione locale delle produzioni e al contempo rafforzare le economie locali, fatte di relazioni e percorsi condivisi tra i produttori e co-produttori (cittadini) al cui centro vi sono la tutela dell’ambiente e l’equità sociale". 

Lo so, mi direte,  sono semi sparsi al vento, ma almeno da noi qui finiscono sulla terra vi rispondo io! E almeno il Movimento 5 Stelle, questo si può dire senza essere contraddetti, di sicuro non asseconderà i voleri delle  multinazionali, perché non è nel suo DNA. Si sa per l'utopia bisogna pagare un prezzo alto, altissimo: la cacciata dal sistema, la riduzione a sognatori illusi e soprattutto l'impossibilità del confronto e della collaborazione!
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