mercoledì 23 settembre 2015
Legge regionale 28/2015
che spinge al referendum riguarda la netta sensazione che le nostre vecchie unità sanitarie tendano verso una sorta di estinzione controllata a favore di una metodologia spinta alla privatizzazione. Ciò che un tempo era abitudine demandare alla locale ASL, in termini di cure cliniche, analisi ed esami potrebbe voltare verso istituti privati, più o meno convenzionati, le cui prestazioni surrogheranno quelle fornite dalla macchina pubblica (di cui comunque non appare nessun tipo di riduzione fiscale rispetto le tasse attualmente pagate per sovvenzionarla). E' già di qualche anno il ricorso alle alternative private rispetto batterie di analisi richieste dai medici, e il cui costo è praticamente eguale a quello fornito dal servizio pubblico; l'uso dell'intramoenia all'interno delle strutture ospedaliere lascia presagire l'idea che, pagando, qualche favore in più sia accessibile; il lasso di tempo a cui sempre più spesso siamo soggetti in sede di prenotazione di una qualche analisi specialistica pare allungarsi giorno dopo giorno e, perciò, ricorriamo (perché di salute parliamo) all'esborso diretto. Oltretutto pare che sperimentazioni già condotte in tal senso in alcune regioni italiane non abbiano dato risultati positivi. L'idea di creare una nuova macro struttura economica dal potere assoluto, e dalla complessità rilevante, non sembra una soluzione sanitaria ideale. L'accentramento di potere che ne risulta lascia adito a non poche perplessità vista la rilevanza economica del settore che assorbe gran parte del gettito regionale. In ultima analisi, quindi, si ha il timore che una tale normativa possa non essere economicamente vantaggiosa per la cittadinanza. Il grido di allarme che si leva dalla comunità sanitaria toscana, oltre la minaccia di una drastica riduzione del personale, richiama alla probabile confusione di ruoli e burocrazia che la riforma lascia trasparire. La nostra regione, affetta ultimamente dal bisogno incessante di primeggiare a livello nazionale, promulga ristrutturazioni a raffica senza curarsi granché dei pareri avversi, e utilizza sistemi molto simili a quelli che, in campo nazionale, adotta il nostro attuale Premier.
E' forse giunto il momento di sovraccaricarci di un nuovo costo sanitario annuale per qualcosa che già profumatamente paghiamo?
Dobbiamo prepararci mettere a budget anche il costo di una assicurazione privata?
L'esponente del M5S Giacomo Giannarelli si è fatto portavoce dell'iniziativa referendaria a cui noi invitiamo tutti a partecipare.
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