mercoledì 30 settembre 2015
Scatterlings of Africa
La riunione indetta dal Comune, oggi, a Fauglia, mi ha portato alla mente una canzone del buon vecchio Johnny Clegg: precursore bianco (o grigio come si è sempre definito) di nascita sudafricana ma inglese nel sangue. Pensare che già nel 1986, i suoi testi, denunciavano la mancata integrazione razziale e l'espandersi incontrollato delle ragioni economiche dei paesi "sviluppati" nella mastodontica Africa.
Fuori da ciò, la prima riunione c'è stata, e le motivazioni espresse dal Sindaco al riguardo dei primi arrivi di profughi africani a Fauglia sono state formalmente ineccepibili. L'esposizione, semplicemente, ci ha informato delle ragioni di Stato promulgate dalla Prefettura incaricata che ha organizzato il temporaneo insediamento delle prime 15 persone migrate sino a noi. Senegal, Guinea Bissau e Nigeria, queste le patrie di provenienza.
Tutti ragazzi molto giovani e, come immaginabile, alquanto spaesati. Siamo stati informati delle procedure e delle condizioni di permanenza, gestite da una cooperativa assegnata dalla locale Società della Salute. Molti i dubbi posti dalle varie rappresentanze, così come le guardinghe pronunciazioni atte a trovare un modo per consentire un integrazione dei malcapitati. Bisogna comprendere, però, un tale atteggiamento; la condizione è nuova per tutti, e le idee ancora allo stato embrionale data l'ufficiale novità.
Quanto tempo e soprattutto in che modo essi verranno gestiti. Quali le aspettative finali; dove si collocheranno in futuro; e la transizione avverrà senza problemi?
Tutte domande legittime quanto eterogenee, poste confusamente, e risposte altrettanto confusamente da una organizzazione che tende alla sospensione, per sua natura, come tradizione italiana detta.
Esporle qui non sarebbe solamente noioso, ma anche inutile e dispersivo; e potrete immaginarle senza particolari sforzi di fantasia. Sono le stesse domande che ci affliggono da tempo in questo tumultuoso Paese e alle quali affidiamo soltanto dubbi da verificare con l'esperienza: sicurezza; parità dei diritti; religione; abitudini culturali, alimentari e di genere. Finiremo per essere invasi? Sembra aleggiare nell'aria. Citando Battisti (il cantante): "lo scopriremo solo vivendo".
Cosa, a noi, preme maggiormente, però, è, e deve essere, il lato puramente umano. Senza dietrologia spicciola, ciò che essi hanno vissuto finora è unicamente cosa loro. Quello che deve spingerci si trova nella volontà di conoscere e dimostrare amicizia, concedendo tempo e pazienza. Quella stessa pazienza che abbiamo ormai da tempo perso nei nostri stessi confronti.
Chissà che non ci aiuti a comprendere meglio i problemi che ci affliggono.
Ci riserviamo, a breve, un contatto diretto con i nuovi arrivati. Siamo davanti ad un cambiamento di fronti, e le alternative disponibili semplicemente non ci sono.
Meetup 5 Stelle
