martedì 17 novembre 2015

Quante fonti ha Fauglia?

Una recente visita a ciò che si intravede della Fonte dei Castagni ci ha regalato la possibilità d'incontrare un abitante del luogo la cui conoscenza in tal senso è stata illuminante. Durante il breve cammino verso la meta abbiamo constatato personalmente la condizione del sentiero, e l'apparente incuria con cui esso, e il territorio circostante, è mantenuto. La vegetazione dello scosceso a monte, in alcuni punti, è impenetrabile, e altri tratti del percorso sono sormontati da una falda di scisto che l'inverno rende mobile. Certi lavori di terra armata all'inizio della via sostituiscono la passata vegetazione, e, più in fondo, quasi al raggiungere del sito, il sentiero svanisce costeggiato da un percorso privato. E' da lì che comincia, in verità, la Fonte. Da un tunnel sotterraneo fornito di ingressi che danno su vasche di sedimentazione, un tempo manutenute, e che la rifornivano. La struttura vera e propria, con le sue vasche, è sepolta e appena percettibile; di certo inutilizzabile; di certo non ammirabile.
Il colloquio - cordiale - del nostro incontro ha redatto la storia recente del sito, e tutte le sue male avventure. Ma ci ha reso qualcosa in più raccontando di un percorso fatto di Fonti simili ad essa sparse nel territorio, e di cui non avevamo nessuna conoscenza.
Da l'idea che esista soltanto la "facciata" delle cose (il quotidiano, con i suoi percorsi ricorrenti e le abitudini), e che ciò che ne è fuori non esista. Uno sfondo verde e naturale in cui non imbattersi, ma soltanto ammirare distrattamente quando sviamo lo sguardo dalla strada.

Nessuna foto, non sarebbe servita.    
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