lunedì 12 settembre 2016

Raggi di ironia

Charlie Hebdo dissacra il cataclisma, sollevando il dramma di un territorio alla portata di un sorriso. Amaro e beffardo se vogliamo, ma pur sempre istintivo, apocrifo, scevro di abusata morale. Il popolo avanza protesta e, per mano del suo Comune, colpito dalla natura, passa al Tribunale. Commenti politici ne stanno venendo fuori a raffica; e tutti animati dal sacro fuoco del silenzioso rispetto. 

"Non si scherza con queste cose" (severo monito)....

Provinciali! Ancora oggi è l'unico termine che mi vien fuori quando osservo certi accadimenti. Siamo così. Pronti a nutrirci di qualunque evento pur di approfittare delle opportunità che potrebbero venire fuori. Chi vive il dramma credo sia più arrabbiato che altro; credo non abbia tempo e voglia per commentare oppure offendersi. 
I Raggi di ironia offrono un elementare parallelo del pensiero opportunista prevalente italiano.

Amatrice devastata dall'incuria e dalla approssimazione tipica e figlia dell'opportunismo tutto italiano.

Roma contestata dal mero opportunismo politico, generatore vero di quegli stessi problemi che di Amatrice hanno fatto un cumulo di macerie.

E' un argomento tanto grande quanto vile per la natura umana che ne traspare. E' successo qualcosa di atroce al nostro popolo, e i nostri amministratori ne sono l'amplificazione.

Si sbrighi Virginia! Non sia il fato che un terremoto toccasse l'Eterna. E che a monito di ciò che fummo rimanessero in piedi soltanto le vestigia del passato. Immagini quante colpe dovrebbe caricarsi sulle spalle....
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