mercoledì 4 gennaio 2017
Silenzio... La relegazione dei dannati!
Ecco quale atroce condanna affronteremo in futuro; schiavi succubi delle nostre stesse idee: populiste, qualunquiste, insensate (...ma tu pensa! dare voce alla popolazione su questioni importanti che la riguardano.), puerili. Potrei continuare ancora per un po.
Non voglio esprimere opinioni in seno la proposta del garante Pitruzzella sul controllo dell'informazione telematica, alquanto contestabile e di difficile attuazione: chi va a spiegare che la censura in tale ambito darebbe vita a fenomeni virali così spinti che,
in confronto, le distillerie clandestine al tempo del proibizionismo americano diverrebbero un gioco da ragazzi. Giustamente, Mentana e altri giornalisti (con la G maiuscola...) indignano rimostranze di immagine: l'articolo del Messaggero di oggi 04/01/17 confuta appieno la mia osservazione. Sembra quasi che la proposta del Grillo tuonante volesse tagliare parte della loro insindacabilità. Facciamo chiarezza: istituire un comitato popolare di censura potrebbe risultare un po complicatino; ma il messaggio che spaventa maggiormente vive nel segreto delle dichiarazioni provocatorie del Beppe nazionale:
"Per anni abbiamo affidato la nostra visione della realtà ad un meccanismo fideistico in cui verità indiscutibile era l'esposizione che il sistema dell'informazione propugnava. Varie voci, più o meno discordanti, tutte sponsorizzate per garantire eguaglianza di opinione; all'inizio profuse di nobili ideali esposti da grandi penne della letteratura, man mano sostituite dal sistema merceologico più redditizio. La fioritura di libri scritti dai vari giornalisti di opinione alla moda che vediamo in questi tempi è da primato. A tale proposito vorrei notare come le uscite editoriali appena citate tendano matematicamente verso le feste comandate: orde di tomi venduti, impacchettati in confezioni regalo da rifilare allo sfortunato di turno sotto Natale:
- Ohh! un libro. Che bello. Ah, l'ultima opera di ............ (censura).
Regalo culturale. Non rifiutabile (non sono ignorante io!). Morirà sullo scaffale, devo soltanto ricordarmi di tenerlo un po in vista i primi giorni; magari lo metto sul tavolino da fumo aperto a metà, o con un segnalibro...-
Fuori ogni provocazione. Probabilmente alcune opere sono di pregevole fattura, anzi tutte, ma la casistica, e soprattutto la prolificità degli autori... Non insisto oltre.
Torniamo al succo. Ancora una volta deriva populista da scacciare, interventi ad hoc per tutelare (i nostri sugli avvisi di garanzia in favore della Raggi), la Casaleggio associati che vuole dominare il mondo (magari ci riesce pure!).
Cattivi! Siamo bambini cattivi. E se non cominciamo a rigare diritto vedi che ci succede.....
Facendo un passo indietro torno al messaggio grillesco che tanto teme parte della società: i comitati popolari sull'informazione, anche in era di avanzata informatizzazione, ricordano tanto quei bei vecchi regimi di un tempo che, "cara sinistra", conosce abbastanza. Questione che Grillo sa bene, e che noi sappiamo bene. Ciò che più turba diviene il messaggio che si fa sempre più strada su un sistema di informazione libero, attingibile da ogni fonte riteniamo plausibile. La libertà espressa da internet rende le notizie più complete, più confuse anche; ma stimolano le persona a farsi domande, a porre paragoni e problemi prima difficilmente immaginabili. A imparare una nuova lingua, magari usando "translate"; a buttare opinioni sui "social network" e a confrontarsi con un mondo che prima era chiuso in un quartiere alimentato dal quotidiano di preferenza, quasi sempre scelto per tendenza ideologica di partito. Insomma rischiamo che il gregge si disperda. Nell'era degli "anchormen" televisivi dei TG e dei vari Piazza Pulita, Di martedì, La Gabbia etc..., rischiamo di mandare all'aria un indotto. La carta stampata, poi, diverrà questione semplice una volta che le sostanziose sovvenzioni verranno meno (ci credete Voi?).
Leggetevi l'articolo del Messaggero. E' una chicca (in qualsiasi senso vogliate intenderlo).
Rimando al solito cenno storico (che noia! par già sentirlo...)
"Il sacrificio della patria nostra è consumato: tutto è perduto; e la vita, seppure ne verrà concessa, non ci resterà che per piangere le nostre sciagure, e la nostra infamia."
Secondo Voi siamo noi che lo diciamo, o loro?
