mercoledì 17 dicembre 2014

Riprendiamoci la Sovranità del nostro Paese.

Il problema non l'€uro come moneta ma la sua gestione istituzionale data in mano a trattati intergovernativi come il  MES (Meccanismo europeo di stabilità) ed il Fiscal Compact.
 ...in pratica stiamo regalando l'Italia.

Ecco come:








-Il MES è un trattato di diritto internazionale che ha come base giuridica il “meccanismo di stabilità da attivare ove indispensabile per salvaguardare la stabilità della zona euro nel suo insieme”
In parole più semplici, per far fronte alla crisi della zona euro si è deciso di ricorrere ad un accordo di diritto internazionale, con regole proprie che fuoriescono dal sistema normativo comunitario.
Tale ente finanziario, presentato al grande pubblico come “fondo salva-stati”, si pone come obiettivo quello di correggere gli squilibri finanziari maturati nell'ambito della moneta unica, prevalentemente mediante salvataggi bancari; si pensi ai 100 miliardi di euro messi a disposizione al governo spagnolo per far fronte alle difficoltà di alcune sue grosse banche a spese degli Stati aderenti. La finalità del MES non consiste quindi nel “salvataggio” degli stati, bensì nella creazione di un organismo permanente il cui scopo sta nella creazione di una governance politica internazionale in ambito comunitario attraverso la quale potere intervenire tutte le volte che l’instabilità bancaria metta in discussione la sopravvivenza dell’Euro.
Dato che nel MES il Consiglio dei governatori decide in base alla forza finanziaria dei paesi che vi hanno aderito, se uno stato è in difficoltà e chiede aiuto, è costretto ad accettare “condizioni rigorose” imposte dalla stessa organizzazione, in sintesi austerità, riforme e privatizzazioni.

-Il Fiscal Compact è un trattato per stabilire norme e vincoli validi per tutti i paesi firmatari e intervenire in particolare sulla politica fiscale dei singoli paesi. Sia simbolicamente sia materialmente, comporta la cessione della propria sovranità economica di ogni paese a un ente sovranazionale, l’Unione Europea. 
Il Fiscal Compact in questo senso non fu una novità assoluta, anzi: i sui predecessori più importanti furono il Trattato di Maastricht, entrato in vigore l’1 novembre 1993, e il Patto di stabilità e crescita, sottoscritto nel 1997. Nel Trattato di Maastricht, fra le altre cose, erano contenuti i cinque criteri che ciascun paese avrebbe dovuto soddisfare per adottare l’euro, fra cui un rapporto fra deficit (cioè il disavanzo annuale di uno stato) e il prodotto interno lordo (PIL) non superiore al 3 per cento e un rapporto fra debito complessivo e PIL non superiore al 60 per cento. Nel Patto del 1997 l’Unione si dotò invece degli strumenti per inviare avvertimenti e applicare sanzioni agli Stati che non avessero rispettato i vincoli imposti nel 1993.

"All'Italia il Fiscal Compact fa paura perché chiede che venga ridotta di un ventesimo la parte del rapporto debito pubblico/Pil che supera il 60%. Il che si traduce (a parametri di debito, Pil e inflazione invariati) in manovre da oltre 50 miliardi di euro l'anno da donare alla BCE.


Cosa succede se usciamo dall'euro?

• Innanzitutto possiamo dire che una svalutazione della nuova Lira si potrebbe assestare intorno ad un 27% (1 nuova Lira equivarrebbe cioè a 0,98 dollari (il tasso di cambio fra € e $ nel 2002-2003).
C’è da dire comunque che una svalutazione incentiverebbe enormemente le nostre esportazioni, le quali, è sempre bene ricordarlo, terrorizzavano i tedeschi (fino all'entrata in vigore dell’euro che ha di fatto distrutto il nostro commercio estero).    :-)

• Appena usciti dall’Euro, il Governo dovrebbe cominciare a riscuotere le tasse ESCLUSIVAMENTE nella nuova Lira. Questo comporterebbe che chiunque (dal multimiliardario, all'operaio, al disoccupato, ecc…) deve domandare Lire dato che nessuno le ha.

• Questo genera un aumento vertiginoso della domanda di nuova moneta (le nuove Lire), rivalutandola.

• Il Governo NON deve convertire i conti correnti in Lire. Li dovrà lasciare in Euro (poiché nessuno ci vieta di tenere dei conti correnti in una valuta estera) e ci penseranno i singoli cittadini a cambiare (vendere) gli Euro in Lire (questo genera un’aumento dell’offerta di Euro che porterebbe sicuramente ad una sua svalutazione e un ulteriore aumento della domanda di Lire - oltre che per le tasse - rivalutando quest’ultime).

• Cominciando a tassare nella nuova moneta, vuol dire che il Governo pagherà anche tutti gli stipendi pubblici esclusivamente nella nuova Lira (ciò vale anche per gli stipendi non pubblici; saranno espressi nella nuova Lira).

• Una volta stabiliti i punti precedenti, il Governo dovrà attuare una politica di Piena Occupazione. Ciò vuol dire che il governo, con una propria moneta sovrana, può acquistare tutta l’occupazione che vuole.
Tutto "l’esercito industriale di disoccupati"', per dirla marxianamente, verrebbe assunto dal Governo ad un salario deciso da quest’ultimo. Tutti i disoccupati avranno così una occupazione (la quale può essere anche in lavori socialmente utili ed in Italia ce ne sarebbero a migliaia da fare: tutela ambientale, riqualificazione e recupero di edifici abbandonati, riassestamento idrogeologico del territorio, assistenza agli invalidi, agli anziani, ai bambini, costruzione di infrastrutture pubbliche, ospedali, scuole, ecc…).

• Per quanto concerne il debito pubblico lo Stato si impegnerà a ripagarlo in Lire, cioè nella sua nuova moneta sovrana. Se i creditori accettano tale pagamento bene (meglio Lire che un pugno di mosche), altrimenti non prenderanno nulla e il debito non verrà ripagato (personalmente credo che i titoli detenuti dai pensionati (ad esempio), dal piccolo risparmiatore che ne posseggono uno, vadano assolutamente ripagati nella nuova moneta con cui lo Stato non può mai essere insolvente. La questione del non ripagamento del debito è solamente una questione di giustizia sociale o di morale. Il debito espresso nella propria moneta sovrana non è assolutamente MAI un problema, anzi è la ricchezza dei cittadini.

• Sulla questione dei mutui espressi in Euro si dovrebbe seguire l’esempio della Slovenia che ha rideterminato tutti i mutui nella propria moneta sovrana. Facendo altrettanto potremmo annullare la nostra clausola con l’Euro, pagando il nostro mutuo con le nostre nuove Lire.

Ovviamente sarebbe meraviglioso credere che una classe politica indegna come quella italiana, possa attuare una simile politica economica pro-collettività, pro-democrazia, pro-cittadini.



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