domenica 5 marzo 2017
Uomini e Cani
Mi accingo nella
prima stesura di un manoscritto il cui unico intento è descrivere
l’uomo e le sue molteplici attitudini, siano esse deprecabili o
meno.
Tranquilla Gente!
Steinbeck ovunque tu sia perdonami..
Siamo nel ridente
circondario della serafica cittadina chiamata Fauglia. Una Signora,
spinta da un viscerale amore per gli animali, dedica buona parte
della sua vita al recupero di essi. Qualunque razza è ben accetta:
trovatelli, reietti, dispersi, abbandonati, cuccioli, adulti,
anziani, e malati. Finanziata prevalentemente dalla forza di volontà
porta avanti una missione che,
nella più spregevole delle
motivazioni, ha del merito. E’ abbastanza conosciuta ormai;
sappiamo un po tutti dove dimora coi suoi protetti e quanto si spenda
per tutelarli.
Da qualche giorno
circola voce che essa non sia più bene accetta per via del disturbo
che i suoi accuditi provocano nella zona. Molto probabilmente dovrà
andarsene con tutta la modesta baracca perché, proteste del vicinato
e, parrebbe, nessun ausilio dell’istituzione, obbligheranno una
decina di cani alla precaria condizione di “esodati”. Gira
persino voce che, in un paese vocato alla caccia come il nostro, la
turma di latranti selvatici disturbi il regolare svolgimento del
ludico esercizio. Quale affronto per la nobile arte dello sparo al
volo! Potremmo, però, sorridere di tale giustificazione. Così come,
vivendo in campagna, celiare sul fatto che le bestie ne sono
componente fondamentale e, vorrei aggiungere, inevitabile. Tirando la
questione quanto più succinta possibile, il risultato è pressoché
definito: la nostra amica degli animali deve sloggiare celermente; e
della compagnia, lei mise insieme, lei risolva e se ne faccia carico.
Sola, sorretta
semmai da qualche parola di sdegnato sostegno da chi vorrebbe
comprendere la situazione, rimane sola. E va bene mi dico! Che mi
frega dei guai di qualcuno che si complica la vita raccogliendo
bastardi in ogni dove; e che magari mette uno di quei cassoni da
riempire di vettovaglie fuori qualche supermercato giusto per farci
sentire in colpa tappezzandolo con fotografie di cuccioli amputati e
dal faccino tanto bisognoso d’affetto. Io, di tanto in tanto, un
sacchetto di croccantini ce lo butto pure. La presuntuosa magari
pretenderebbe anche uno spazio alternativo. Qualche centinaio di
metri quadrati in cui alloggiare quel roboante, famelico disturbo che
abbisogna così tante attenzioni. Tale la supponenza da pagarne
addirittura l’eventuale affitto; e così piena di se da non
chiederne l’aiuto a nessuno per il loro accudire. Si! Deve essere
allontanata… E i cani? Un peso intollerabile da sopportare. Che si
arrangino pure loro. Sempre a chiedere cibo e un po di affetto umano.
Penso a Jack London,
e ai racconti in cui non risparmiava la vita degli uomini e salvava
inevitabilmente il loro compagno più fedele descrivendone gesta che
rasentavano l’apoteosi della nobiltà. E penso a Roma e a una Lupa
che avrebbe potuto comportarsi diversamente.